9 pensieri su “Storia delle mie Diete – Parte I

  1. Ciao, grazie per il tuo blog, su cui sono capitata un po’ per caso e che mi è piaciuto tanto da voler lasciare il mio piccolo contributo, per segnalare che la mancanza di sensibilità di certi medici nei confronti dei bambini può veramente avere effetti di lunghissimo termine. Non sono stata una bambina molto sovrappeso, e fortunatamente non ho mai dovuto subire nessuno degli insulti o delle mortificazioni di cui tu e le altre persone nei commenti parlate. Però questo sì: la mia era una pancia molto pronunciata. Tanto che quando avevo circa otto anni, durante una visita dall’ortopedico per un problema ai piedi, suddetto ortopedico pensò bene di farmi salire su un piedistallo, mezza svestita com’ero (avrò avuto solo le mutandine, immagino), chiamare mia madre dall’altra stanza e, dopo avermi fatto mettere di profilo, dichiarare a gran voce: “Ma questa bambina ha una pancia che sembra un commendatore di sessant’anni!”
    Lascio immaginare quali immagini questa frase evocò nella mia mente. Nessuna particolarmente edificante o positiva, certo nessuna nella quale volessi o anche soltanto potessi riconoscermi. Risultato: la mia pancia era anormale e dunque mostruosa, un’escrescenza abonorme sulla quale non potevo avere nessun controllo.
    Questo episodio è stato sufficiente perché, trent’anni e cinque o sei diete dopo, io riesca ancora a passare un’ora dall’analista a parlare soltanto della mia pancia, di quanto è sporgente, di quanto deforma il corpo, di quanto lo deforma ora che ho sette o otto chili in più rispetto al mio peso “accettabile” e di quanto lo deformava anche quando il famoso peso “accettabile” era quello che avevo, per non parlare del fatto che parte delle difficoltà a cui sto andando incontro ora che certo di avere un bambino sono legate al terrore di una ulteriore “espansione pancesca”, in gravidanza ma soprattutto dopo.
    Consiglio, a latere, la lettura di un libro che purtroppo non credo sia stato tradotto in italiano, ma se si conosce un po’ l’inglese vale la pena: Fat is a Feminist Issue, di Susie Orbach. L’autrice ha anche scritto più di recente uno splendido saggio fortunatamente tradotto, Corpi, che è anch’esso fonte di ispirazione e di rafforzamento, se non dell’autostima, almeno dell’autoconsapevolezza. Un saluto e grazie!

    • Ciao Eva, grazie del tuo contributo. E’ pazzesco quello che il “gentile” ortopedico ha osato dire. Immagino lui non immagini neanche lontanamente il danno causato. E’ terribile.. Non conosco i titoli che hai citato ma sembrano molti interessanti, infatti li cercherò subito. Grazie per essere passata. Un Saluto, e FORZA e CORAGGIO! Vale.

  2. io da piccola ero molto alta: a 8 anni ero 1 metro e 48. lo ricordo perchè la maestra mi ha misurata tre o quattro volte mentre stava spiegando il sistema metrico decimale e a 9 anni stavo scomoda nel banco da “nanetti” delle elementari, mi agitavo e ohibò! parlavo con le altre bambine! ho collezzionato una serie di note tipo “non Tace mai!” con punto esclamativo che hanno di sicuro battuto qualche record. mio papà era un grande e ha battuto quella cattiva maestra 10 a 0 proponendole seriamente di comprare un banco per me: non è successo perchè, misteriosamente, è arrivato un banco adatto a me. e le predizioni di quella autentica megera non si sono avverate: alle scuole medie grazie ad una professoressa in gamba sono stata benissimo al liceo bene nonostante il gran studio e ci sono ancora ma dall’altra parte della cattedra. e dico a tutti i miei alunni, alti, bassini, magrolini e cicciottini che sono bellissimi perchè in ognuno di loro c’è qualcosa di bello e di interessante a partire dal loro cuore e dalla loro mente che a quell’asinaccia della mia maestra non interessava affatto. con le mie compagne non ho avuto molti rapporti: ero la secchiona della classe che per di più passava pochino, i miei “amici” erano soprattutto i maschi che mi consideravano più o meno un ragazzo di quelli occhialuti e secchioni ovviamente! ora sono alta solo 1 metro e 72 peso circa 83/84 kg e mi piacicchio abbastanza, ultimamente mi sono anche simpatica e forse miglirerò ancora nella considerazione di me.

  3. Intervengo nuovamente e spero di non risultare noiosa.
    Come dissi molto tempo a dietro, io non ho grande memoria degli insulti subiti in passato, ma questo nuovo articolo mi ha “mosso un po’ la pancia” riportandomi alla mente emozionii orribili e una domanda mi gira in testa: ora che ho maturato l’ idea di avere un figlio, qualora anche lui, o lei, crescendo diventasse in sovrappeso, come mi comporterò?
    Ho sempre pensato “se un giorno avrò un figlio, non lo torturerò come faceva mia madre con me”. Ma sarò in grado di farlo o diventerò ansiosa e accanita come mia madre che non mi permetteva di mangiare nulla di quello che mi piaceva e che mi dava come merenda a scuola toast integrali mentre tutti gli altri si sbaffavano tranquillamente i loro kinder bueno, tortine al cioccolato, patatine etc. Li invidiavo così tanto!!! Ora capisco che lo faceva per il mio bene, ma in parte anche per il suo, perchè lei, atleta di 44 kg in perfetta forma fisica dopo due gravidanze, non poteva permettersi di mostrare in giro una figlia che all’ età di 8 anni pesava più di lei…
    Temo che vedendo mio figlio come me, mi si scateneranno le paure del tipo “lo insulteranno, lo derideranno, starà male e io non potrò difenderlo” e senza accorgermene diventerò come mia madre,,,che mi negava tutto per il mio bene.
    Mi piacerebbe tanto sapere se qualcuno ha queste mie stesse paure.
    Grazie per questo bellissimo blog.

    • Grazie a te, Chiara, perchè passi di qui a dare il tuo contributo. Come hai potuto leggere, anche secondo dati scientifici, trattare un figlio come faceva la tua mamma, fargli provare, fin dalla tenera età, l’esperienza della privazione e del sentirsi diverso dagli altri, farebbe solo male. Il bimbo si autoconvincerà di essere diverso, sbagliato, e avrà, probabilmente, un futuro più propenso all’obesità (quando magari, accanendosi meno, con lo sviluppo si risolve tutto), o comunque un futuro da persona insicura, seppur magra. Anche io ho spesso paura di diventare come mia madre, sotto molti punti di vista, ma non questo. So che se mia figlia o figlio dovessero essere grassottelli, sarà per loro una scuola di vita. In fin dei conti, anche le esperienze negative mi hanno portata ad essere quella che sono oggi, in positivo intendo. Nella vita incontreremo sempre chi avrà voglia di umiliarci, anche se peseremo 40 kg, il mondo è crudele, e per un bambino grassottello ci saranno tante sofferenze, è vero, ma ci sarà anche la consapevolezza che crescerà forte, senza omologarsi alla massa, sviluppando un pensiero divergente. Poi, a casa, avrà tutto l’amore e l’appoggio di mamma e papà che, cosa molto importante, direi fondamentale, lo ameranno per quello che è, senza mai fargli pesare nulla, perchè ciò che lui è va benissimo, non è sbagliato, non è anormale, è solo da amare e da supportare.

  4. Mi riconosco molto nella tua storia. I bambini a scuola mi si lanciavano contro sostenendo che su di me si rimbalzava oppure mi prendevano a pugni,spesso nello stomaco, dicendo che tanto non mi sarei mai potuta far male con tutto il grasso a proteggermi! Le maestre mi davano della bugiarda se osavo parlare…

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